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La matematica del buio
di Luca Mazzocchi

Sprofondando nelle cose che mancano, Luca Mazzocchi allestisce una raccolta densa e robusta, fatta di immagini che, sotterraneamente, si rincorrono: luoghi, persone e, appunto, mancanze, popolano e ramificano le poesie de "La matematica del buio", con una sapienza - letteraria - che rende questo libro notevole. Difficile condensare in un paragrafo introduttivo questa poetica - multiforme e spiazzante: ogni testo, in questo libro, è un emisfero assestante, fatto di significanti lucidi e significati complessi, che obbliga il lettore a una lettura d'insieme mostrando una architettura severa, una costruzione poetica che parla a ognuno di noi, a ogni nostro vuoto, a ogni nostro dolore.
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Posso abbracciarti?
di Francesco Nugnes
 

Avremmo mai pensato di chiedere a qualcuno: «Posso abbracciarti?» 

Il solo domandarlo interpone una distanza. Distanza nei luoghi di un Paese malinconico e mai così solitario, in un anno di promontori in cui ostenta sicurezza ma rivela fragilità.

Distanza tra Natura e Uomo, cornice e firma nell’angolo, all’interno di un quadro dove una foglia, alunna della vita, volteggia e si posa per giacere per sempre nell’autunno della nostra esistenza. 

Questa silloge è dedicata ai gesti che ci emozionano e che più ci sono mancati. La Poesia invita il lettore a un abbraccio clandestino, che lo tiene sospeso tra tentazione e speranza.

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L'amore a volte esagera
di Andrea Gruccia

L'amore, con il suo esagerare che dà il titolo al libro, è un campo privilegiato di ricerca o battaglia. Incontro e scontro tra uomini e donne, anime, sensazioni, immagini, passioni. Amore di corpo, di corpo a corpo, di corpi sacri e nudi, che si estende a tutte le cose: alle piante, agli scenari, alla luce e alle stesse parole - surreali, oniriche - ma alla fine amate teneramente come ciò che si tiene ogni giorno fra le mani. Tutto intorno, il grigio quotidiano, l'asfissiante normalità degli automi. Eppure ogni tanto appare un frutto rosso, ci sono gambe come fresche zucchine e yeti bellissimi nel garbuglio dei corpi, delle radici, delle sensazioni. Il sacro che strappa le cose alla morte. Trovarlo, non estrarlo. Andrea Gruccia ce lo mostra: il tempio è dappertutto.
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Piccolo fiore di gelsomino
di Noemi Ferrara

Le poesie di Noemi raccontano realtà molto personali ma allo stesso tempo trattano situazioni che appartengono a molti. Lei riesce a mettersi a nudo in modo davvero toccante, emergono tutte le difficoltà e le conquiste di una persona che sta combattendo una battaglia interiore importante. Nei componimenti si affronta il tema dell’accettazione personale e di quanto sia difficile ottenerla; la paura di non riuscire a sfruttare la vita fino in fondo; una sorta di ammirazione nei confronti della persona amata che le dà sicurezza e conforto; il peso delle responsabilità e delle aspettative altrui. Troverete poesie in cui la speranza sembra persa, in cui nemmeno l’amore riesce a dare conforto e poesie in cui l’autrice sogna e, parlando a sé stessa, si invita a non mollare, perché c’è ancora tanto affetto da dare e da ricevere. Lei si sofferma molto sul dettaglio delle cose che osserva così da risultarci impossibile non immaginare, descrive in maniera minuziosa gli odori e i suoni, in modo da offrire al lettore un’esperienza completa. Noemi racconta in versi varie fasi della malattia, dal rifiuto totale al grido d’aiuto con cui supplica di non essere abbandonata. è un vero e proprio viaggio all’interno della psiche di una persona più forte di quanto lei stessa creda. Fa largo uso del colore, spesso cerca di comunicare l’intensità di alcune sensazioni tramite i vari colori.
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L'erba prima di calpestarla
di Sebastiana Diciassette

"L’erba prima di calpestarla" è una raccolta di 33 poesie (steli) che pur nella loro diversità di stile compongono un “corpus” unico collettivo, come l’erba in un prato. Più che nei differenti temi delle liriche, è nell’atmosfera generale che va trovata la cifra unificante di questa silloge. Apparentemente trattasi di una negatività senza scampo e disperante, in un micro/macro cosmo che collassa su se stesso, dove l’amore non sembra sorreggere e si è alla continua ricerca di un senso inafferrabile. A ben vedere, però, la soluzione è rappresentata proprio da ciò che si sta leggendo: la scrittura, intesa sia come armonica forma di Poesia, sia come disarmonica formula magica contro l’afasia assoluta.
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Naufragi in vista del porto
di Marilena Salvarezza

La poesia di Marilena Salvarezza nasce dal desiderio di fissare con le immagini l'istante in cui, nella datità scontata delle cose, si aprono momenti di essere e si intravedono altre realtà possibili. Così, per un attimo, gli uomini si mostrano nella loro nudità, la natura nella sua bellezza primigenia e il dolore si trasfigura. Il prisma della nostalgia e del ricordo salva il passato e lo illumina. Sono questi effimeri istanti a consentire di accettare la caducità dell'esistenza.
Frammenti di luce
di Elvira Rossi

"Frammenti di luce" è una silloge di cinquantaquattro componimenti raggruppati per tematiche, che segnano le tappe di un percorso esistenziale nel quale la parola diventa poesia per esprimere e lenire il malessere originato dalla incomunicabilità, dalla solitudine, dalla intolleranza. Un bisogno insoddisfatto di condivisione si riflette nella Natura sempre più violata, che partecipa alla sofferenza dell’uomo, lo accoglie e lo conforta. Il mare è un tema ricorrente che, oltre a esprimere una predilezione dell’autrice per questo ambiente, si carica di valori simbolici. Diventa specchio dell’esistenza, elemento che unisce e che divide, rappresentazione di calma e irrequietezza, custode del mistero imperscrutabile della vita.
Senzavoce
di Alessandra Manara

Alessandra Manara accompagna il lettore in punta d’anima nella sua prima raccolta, espressione del mondo sotterraneo e terricolo delle sue poesie, trasportandolo in una dimensione altra. Nel flusso dei versi senza titolo si annidano saldi ancoraggi razionali, scaturiti dalla vertigine emotiva del suo percorso esistenziale. Con leggiadria e delicatezza crea un’impalpabile architettura poetica ispirata a Sylvia Plath, a cui dedica una lirica sofferta, colma d’amore e ammirazione.
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Il senza gambe
di Victor Côme André Giusti 

L’autore affronta il tema della condizione umana mantenendo sempre un lieve tono malinconico in molte delle sue poesie, che rimandano a una visione di parziale pessimismo nei confronti della vita e del futuro umano. L’opera nel suo insieme rimane strettamente personale ed elenca la condizione dell’autore stesso, come è possibile intuire dal titolo “Il senza gambe”, colui il quale non possiede i mezzi per uscire fuori dal suo stato di afflizione. È fermo, intrappolato in una sorta di limbo che lo corrode sempre di più con il passare del tempo, in preda a un’infinità di dubbi e di domande alle quali cerca disperatamente di dare una risposta attraverso le sue liriche.
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Placenta di terra
di Francesco Teselli

"Perché Placenta di terra? Le motivazioni sono due. La prima ha a che fare con il fatto che sono nato e cresciuto a Napoli, e solo all’età di dodici anni mi sono trasferito in Irpinia dove ho realmente trovato un territorio a cui, più di altri, sento di appartenere. Nonostante questo, però, il mio senso di radici non è particolarmente sviluppato, forse proprio per questo mio essere a metà tra due culture vicine eppure diverse. La seconda motivazione – che in realtà è una conseguenza – si riferisce a un mio particolare legame con gli stati emotivi della vita che, come ossigeno, mi permettono di respirare realizzando finalmente quella condizione di appartenenza a cui anelo. Appartenenza alle emozioni che vivo. Tramite dunque un immaginario cordone ombelicale che parte dalla placenta (dalla terra, quindi dal mondo in cui abito) e arriva a me."
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Un altro giorno su nel cielo
di Dario Nicolella

Un viaggio immaginario in solitaria negli spazi immensi della vita, che il poeta-astronauta effettua fuori e dentro di sé, in compagnia della propria anima, per osservare il mondo con gli occhi degli uccelli. Ritrova così gli ideali smarriti e le ragioni più profonde dell’esistenza, grazie alla poesia che ci consente di elevare lo spirito ad altezze inimmaginabili. Dalla decisione di lasciare il proprio microcosmo per compiere un libero percorso interiore, fino al ritorno alla realtà quotidiana, tutto sarà diverso dopo aver esplorato mondi nuovi e osservato la realtà da un’alta, altra angolazione.