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Ritorno a Blue River 

di Grazia Caputo

Anni dopo aver lasciato Blue River per inseguire i suoi sogni, Grace Jones fa ritorno alla sua cittadina d'origine, completamente diversa da quando è partita: oggi, infatti, è una scrittrice di successo e non più la ragazza insicura di un tempo. Grace vorrebbe solo scrivere il suo romanzo in tranquillità, ma durante la settimana di Halloween si susseguono strani eventi: telefonate anonime, appostamenti, rumori sinistri. Sarà la notte del 31 ottobre a rivelarle cosa sta accadendo e a costringerla a fare i conti con il suo passato.

ISBN: 9788832101355

Pagine: 96

Prezzo: 7€

Grazia Caputo 

Grazia Caputo (Capua 1992) si laurea in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza di Roma. Attualmente lavora come editor e  giornalista di cinema e spettacolo per una testata online. Ama la cucina, gli animali e la natura. Ritorno a Blue River è la sua prima pubblicazione.

Intervista all'autrice

Nella leggenda di tua invenzione, il fiume che dà il nome al tuo racconto è metafora dello scorrere della vita. A cosa ti sei ispirata?

 

Lo scenario che ho immaginato mentre scrivevo era una cittadina americana pittoresca di cui il fiume era il punto di forza. La protagonista è legata fortemente ad esso, vive nelle sue vicinanze ed è lì che si reca in un momento fondamentale della sua vita. L'ispirazione visiva si è trasformata spontaneamente in una metafora della vita e del cambiamento. 

 

Il bullismo che hai subito in passato, e che occupa un ruolo centrale nel tuo racconto, ti ha condizionata nel rapportarti agli altri?

 

Sì, mi ha condizionato molto, specie nel periodo che va dall'adolescenza ai vent'anni. Dopo averlo subito ero portata a pensare che tutti volessero prendersi gioco di me in qualsiasi situazione, fraintendendo le buone intenzioni. È qualcosa che tutt'ora mi fa guardare gli altri con molta diffidenza. Allo stesso tempo, però, ho imparato anche che non è importante quello che pensano o dicono gli altri di te, ma quello che pensi tu di te stesso. 

 

Grace è una ragazza che ha saputo prendere in mano la sua vita e riscattarsi, a differenza degli altri personaggi. Ti riconosci nella figura di Grace?

 

Mi riconosco parzialmente nella figura di Grace. Abbiamo gli stessi trascorsi di vita, ma lei è la versione migliore di me, la realizzazione massima che potrei raggiungere. Come ho specificato nella nota finale, Grace è il sogno che ho di me stessa, ma a volte i sogni non si realizzano pienamente. Messo da parte ciò, credo che il riscatto nella mia vita ci sia stato lo stesso, grazie alle esperienze che ho fatto e ad alcuni traguardi che ho raggiunto. Ritengo però che il riscatto più importante sia quello umano, la crescita e la maturazione personale che ti permettono di dire agli altri che non possono trattarti come gli pare. 

 

Nel tuo racconto il tema attuale del bullismo si impregna delle tinte fosche del thriller e dell'horror. Da dove viene l'idea di trattare un tema così delicato attraverso questo genere?

 

Essere bullizzati genera ansia, paura e malessere, anche se si tratta di un bullismo fatto solo di parole (la parola ferisce più della spada, no?).

L'elemento paura c'è anche perché credo che essa accompagni la crescita di ogni adolescente, la sua scoperta del mondo, e perché sono sempre stata una persona ansiosa che ha dovuto superare tante paure e che ne ha ancora. La paura è una costante nella mia vita, e quindi non poteva mancare in questo libro d'esordio.

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